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Trento, 13 maggio 2021
Fondazione e dinamiche che hanno portato alla creazione dell'attuale Federazione dei Verdi
di Marco Boato, per la rivista “Ecologica”

Pur con alti e bassi, luci e ombre, com’è proprio di ogni formazione politica, la Federazione dei Verdi è oggi il soggetto politico più “antico” nella scena attuale italiana, dopo la scomparsa di tutte le sigle partitiche che erano ancora presenti negli anni ’80 del Novecento, e prima che si formassero altri nuovi soggetti dall’inizio degli anni ’90 in poi.

Scomparsi la Democrazia cristiana, il Partito comunista e gli altri partiti minori, a seguito sia della caduta del Muro di Berlino (1989) per il Pci, sia della tempesta di “Tangentopoli” (1992-94) per gli altri, si sono poi dissolti anche ulteriori partiti formatisi nella prima metà degli anni ’90, come la Rete, Alleanza democratica, Alleanza nazionale, i Democratici, la Margherita, il Pds e poi i Ds, e altri ancora, con l’eccezione della Lega (inizialmente Lega Nord), fondata nel gennaio 1991.

Verso la fine degli anni ’70 e i primi anni ‘80 del Novecento, si svilupparono i movimenti antinucleari (contro il nucleare civile e militare), i movimenti pacifisti e nonviolenti, i movimenti ambientalisti e cominciarono a formarsi i primi, ancora limitati embrioni, dell’ecologismo politico, con una iniziale attenzione a quanto avveniva nella Germania Occidentale di allora, dove i primi Grünen traevano origine dai gruppi antinucleari, dalle Bürgerinitiativen (iniziative civiche) e dalla generazione post-’68 ancora molto attiva.

In Italia, già nelle elezioni amministrative del 1980 si presentarono alcune decine di liste comunali di matrice ecologista, non ancora collegate tra di loro e ciascuna con un simbolo diverso, ottenendo risultati elettorali ancora modesti. Ma l’ispirazione dell’ecologia politica cominciava lentamente a prendere piede, in una prima fase soprattutto nel Centro-Nord, e successivamente anche al Sud.

In Trentino e in Alto Adige/Südtirol, su iniziativa mia e di Alexander Langer, insieme a molti militanti provenienti dai movimenti degli anni ’70 e in rapporto anche on i Radicali di allora, si erano presentate nel 1978 alle elezioni regionali/provinciali le liste “Nuova sinistra”, a Trento, e “Nuova sinistra-Neue Linke” a Bolzano.

Da queste liste venne promosso il 18-19 dicembre 1982 nel palazzo della Regione a Trento un Convegno internazionale intitolato “Un partito/movimento verde anche in Italia?”, a cui parteciparono esponenti ecologisti e ambientalisti locali, nazionali ed anche tedeschi e austriaci. Fu l’inizio della promozione di un soggetto politico Verde-ecologista anche in Italia, mentre i Grünen in Germania (allora Occidentale) erano nati pochi anni prima, e nel 1980 si erano presentati per la prima volta alle elezioni del Bundestag, tuttavia senza riuscire a superare la soglia di sbarramento del 5%.

Altre iniziative sul nascente ecologismo politico italiano furono promosse in quella fase storica anche dagli Amici della Terra e dalla Lega per l’Ambiente. Già nella primavera 1983 si presentarono le prime “Liste verdi” in alcune realtà locali, come ad esempio Rovereto (TN), Viadana (MN) e Montalto di Castro (VT), ottenendo i primi eletti. Nell’autunno 1983 in Trentino, come trasformazione della precedente “Nuova sinistra”, si presentò la prima Lista Verde regionale/provinciale, con un primo eletto (a Bolzano venne invece eletto per la prima volta Langer, insieme ad Andreina Emeri, ma con una “Lista alternativa”).

In modo ancora del tutto informale e senza ancora una struttura politica organizzata sul piano nazionale, si cominciò a formare quello che venne denominato “Arcipelago verde”, con un coordinamento di tipo orizzontale. A seguito di un primo Appello denominato “Ecopax”, una prima Assemblea nazionale, con principale relatore Langer, si tenne a Firenze nel dicembre 1984. Da lì nacque un Coordinamento dei comitati di iniziativa per le liste verdi, che si diede un minimo di struttura organizzativa, con dei portavoce e una segreteria tecnica.

Nella primavera del 1985 per la prima volta le Liste Verdi si presentarono alle elezioni regionali, oltre che in molti Comuni, adottando per la prima volta il simbolo unitario del “Sole che ride”, ereditato dai movimenti antinucleari europei, tramite gli Amici della Terra. Vennero eletti 11 consiglieri regionali in 10 regioni, oltre che molti consiglieri comunali (118) e provinciali (16).

Dal 19 al 21 settembre 1986 fu convocato a Pescara un Convegno internazionale delle Liste verdi, anche con 15 forum monotematici, intitolato “La Terra ci è data in prestito dai nostri figli”, con una amplissima partecipazione. Infine, a conclusione di questa lunga fase “costituente”, il 15 e il 16 novembre 1986 si tenne a Finale Ligure (SV) la prima Assemblea nazionale delle Liste verdi, con la costituzione formale e statutaria della Federazione delle Liste Verdi e l’elezione di un Gruppo di coordinamento di 11 persone. Di qui prese l’avvio il processo che avrebbe portato, nella primavera 1987, alla presentazione delle Liste Verdi nelle elezioni politiche, determinando il primo ingresso dei Verdi nel Parlamento italiano (con 13 deputati e 2 senatori, tra cui chi scrive).

Dopo la grande vittoria popolare nei tre referendum antinucleari del novembre 1987 (sull’onda della catastrofe nucleare di Chernobyl nel 1986) e dopo un secondo Convegno internazionale che si tenne a Firenze dal 29 ottobre al 1° novembre 1988, intitolato “Verdeuropa”, ci fu nel 1989 la prima presentazione elettorale delle Liste Verdi anche per il Parlamento europeo. Nel frattempo, una parte dei Radicali (tra cui Rutelli e Aglietta) e una parte di Democrazia Proletaria (tra cui Edo Ronchi e Gianni Tamino) avevano a loro volta dato vita ai “Verdi Arcobaleno”. Un documento, denominato “Appello Sciascia” per una presentazione unitaria non ebbe esito positivo, ma comunque le due liste ebbero un buon risultato complessivo: tre eurodeputati eletti per il “Sole che ride” (tra cui Alexander Langer, che divenne subito co-presidente del Gruppo verde europeo) e due per i “Verdi Arcobaleno”.

Dopo un processo di confronto e consultazione reciproca, nella Assemblea nazionale di Castrocaro, che si tenne dal 7 al 9 dicembre 1990, si arrivò positivamente alla convergenza unitaria dei due soggetti politici, con la modifica statutaria del nome da Federazione delle Liste Verdi a Federazione dei Verdi, sempre mantenendo il simbolo del “Sole che ride”. Ora, nel 2021, siamo nella nuova fase costituente, per trasformare i Verdi attuali in “Europa Verde-Verdi”, riprendendo il processo di rilancio e allargamento a tutti gli ecologisti interessati.

 

  Marco Boato

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